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Il vitigno Minutolo, la Puglia in purezza

Sul vitigno Minutolo, ancora oggi, regna grande confusione. Questa varietà di uva bianca, infatti, da cui deriva l’omonimo nettare, è stata per anni – e in alcune zone accade ancora – chiamata Fiano Minutolo, creando una sorta di parentela stretta con il noto Fiano campano.
Tuttavia, non è così ed è arrivato il momento di gridare a gran voce che il vino Minutolo ha una propria identità.

La storia del Minutolo di Puglia

La storia del Minutolo è la storia di una preziosa riscoperta.
Tutto inizia nel 2000. All’epoca il Minutolo era un vitigno pugliese in via d’estinzione, a causa della sua ridotta produttività. La sua rinascita inizia dalla Valle d’Itria, luogo di elezione del Minutolo. Qui, grazie al lavoro di ricerca di alcuni enologi, vengono mappati i vecchi vigneti sopravvissuti agli espianti e raccolte le marze per impiantare le nuove piante.
Da quel momento, la storia del Minutolo si affianca a quella di Vetrère, una delle poche cantine in Puglia, a produrre questo vino, che rientra nella famiglia dei bianchi Cré, VT, Laureato e Aureo.

Un nome in errore

Il Minutolo veniva inizialmente chiamato Fiano Minutolo o “Fianello“, un nome che ha creato confusione con il Fiano di Avellino, che pure possiede, rispetto a questo, caratteri aromatici ed ampelografici completamente diversi.

Le caratteristiche del Minutolo

Il Minutolo è un’uva aromatica con caratteristiche organolettiche proprie, molto espressive: la polpa gialla degli acini, di forma ellittica e dimensioni medio-piccole, dà al vino Minutolo il suo colore bianco dorato con riflessi ambrati dalla tipica brillantezza, mentre i sentori floreali riprendono l’alloro, la salvia e il rosmarino.
Il carico aromatico gli deriva dal terreno in cui il vitigno si trova a crescere, che è la zona della Valle d’Itria, caratterizzata da suoli calcarei ed argillosi.

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Gli abbinamenti ai cibi di un vino Minutolo

Acidità e freschezza connotano il vino Minutolo, capace di apprezzarsi anche invecchiato, corposo e facile da abbinarsi a piatti di pesce, ostriche e crostacei, pesce bianco e sushi, formaggi a pasta dura , tenera o filata o a dolci a forte presenza zuccherina.

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