Vetrére da Yuki

La contaminazione è ricchezza, sia in cucina, sia nei rapporti umani.
Grazie a Yuki per l’eccezionale capacità di portare nel cuore della
Puglia i sapori della cucina giapponese, legandoli ai nostri vini, e grazie a chi ha scelto di scoprire entrambi, abbandonando per una sera le consuetudini!

Cucine aperte Masseria il Frantoio – sabato 29 settembre 2018

La Puglia è servita in collaborazione con la Masseria Il Frantoio presenta Cucine Aperte 2018 👨‍🍳

📅 Sabato 29 settembre dalle ore 11 trascorreremo insieme una giornata all’insegna dell’enogastronomia di qualità, la cura, la professionalità, l’etica in cucina.

L’ingresso è gratuito e permetterà di degustare i prodotti dei nostri tre banchetti! Vi aspettiamo in Masseria, in compagnia di Vetrère e La Puglia è Servita 💛Cusine Aperte 2018

https://goo.gl/J7cz5z

 

 

fagiolini alla pugliese ricetta vetrère

Ricetta di primavera: i fagiolini alla pugliese.

Una ricetta di primavera, tipica del sud e facile da preparare, sono i “fagiolini alla pugliese”, un saporito contorno della tradizione regionale, che fa parte dei cosiddetti “piatti poveri”, molto apprezzati.
I fagiolini sono un ortaggio di stagione e ben si prestano a numerose ricette, soprattutto accompagnano i sughi con la pasta fresca fatta in casa, conditi con formaggi di capra.

I fagiolini alla pugliese sono preparati lessando i fagiolini in acqua salata, per poi saltarli in padella con un condimento di pomodori pelati, insaporiti con olio, aglio, peperoncino e prezzemolo.

Gli ingredienti.

  • 1 kg fagiolini
  • 2 spicchi d’aglio
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva Vetrère
  • 1 peperoncino fresco
  • Sale fino q.b.
  • 2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
  • 450 g. di pomodori pelati

La preparazione.

Per preparare i fagiolini alla pugliese, basta seguire questi semplici passaggi:

  1. spuntare i fagiolini, eliminando eventuali filamenti e lavarli in acqua fredda, scolarli e metterli a lessare in acqua salata per 20 minuti;
  2. nel frattempo, tritare le foglie di prezzemolo e passare i pomodori pelati al passaverdure;
  3. far rosolare per qualche minuto, in una padella con l’olio extravergine di oliva, l’aglio schiacciato e il peperoncino fresco privo dei semi;
  4. aggiungere i pomodori pelati passati al setaccio e, dopo qualche minuto di cottura a fuoco vivace, unire i fagiolini, lasciando cuocere per altri 5 minuti;
  5. spegnere il fuoco, unire il prezzemolo e servire.

ricetta vetrère fagiolini alla pugliese

Il vino Vetrère da abbinare ai “fagiolini alla pugliese”.

Il vino Vetrère scelto per l’abbinamento con questo piatto è il Taranta, un rosato IGP, dal colore rosa ciliegia,
con riflessi brillanti. Questo vino presenta al naso richiami a frutta rossa e marasca, al palato in evidenza freschezza e vivacità che ben si sposa con la sua caratteristica morbidezza. Ideale anche abbinato ad aperitivi, piatti di pesce, formaggi freschi a pasta filata.

Quale calice scegliere per degustare il vino? A ciascun tipo di vino il suo.

È forse una delle domande che più assilla gli amanti del vino o chi sta semplicemente per preparare una cena importante e vuole che tutto sia perfetto.
In molti pensano, inoltre, che un calice “sbagliato” possa “rovinare” la qualità di un vino. Allora è d’uopo una precisazione: il vino resta sempre lo stesso e la qualità del contenuto non dipende certo dal contenitore. Ma è anche vero che un calice “azzeccato” è in grado di esaltare le potenzialità di un vino e di favorirne una percezione più ampia e gradevole.
Questo perché la forma di un bicchiere, la sua ampiezza, le sue “misure” sono in grado di trattenere e rilasciare gli aromi e di raccontare, dunque, tutta la storia che ne sta dietro una etichetta.
Per scegliere il giusto calice per degustare il vino, ecco alcuni principi fondamentali:

1. Per i vini bianchi.

Per i vini bianchi e rosati, meglio optare per un calice più contenitivo, magari di misura media e dalla forma quasi rotonda. È questo infatti il contenitore in grado di ossigenare meglio ed esaltare il bouquet di grandi vini bianchi. Per quelli più giovani, meglio optare per calici un po’ più allungati e dall’apertura stretta, affinchè gli aromi persistano più a lungo alla percezione del naso.

 

2. Per i vini rossi.

Per i rossi, invece, è bene sceglierne uno che consente una maggiore ossigenazione. Più è invecchiato il vino, più ampia dovrà essere la “pancia” del calice che lo contiene, con un’imboccatura che si allarga leggermente verso l’esterno.

vetrère calici per degustare vino 2

3. Per gli spumanti.

Per gli spumanti, se prima si preferiva ammirare le bollicine e per questo si sceglieva la famosa “flute”, dalla caratteristica forma allungata e stretta, oggi si cerca di poter godere più dei profumi del vino, e quindi si suggerisce di utilizzare un tulipano, che non è ovviamente un fiore, ma un calice definito “modello Franciacorta”. Questo calice permette di apprezzare sia la danza delle bollicine che i profumi del vino, grazie all’apertura leggermente allargata in sommità.

4. Lo stelo del calice.

Lo stelo del calice è una componente essenziale per la degustazione del vino. Esso infatti, non solo conferisce al bicchiere una forma più slanciata ed elegante, ma riesce ad esaltare il colore, le bollicine e gli aromi del vino, permettendo, inoltre, di non toccare il contenitore con la mano, cosa che farebbe innalzare la temperatura del vino, compromettendone la godibilità.

calici per degustare il vino vetrère

5. Il materiale del calice.

Per degustare il vino al meglio, il calice deve essere in cristallo, trasparente, sottile, perfettamente asciutto e pulito. Non deve essere né colorato, né avere scritte o decorazioni, in modo che l’esperienza dell’assaggio sia completa e perfetta sia dal punto di vista cromatico che aromatico.

Tre esempi di calici per degustare un vino.

Tra i tanti tipi di calice per la degustazione di vino, ce ne sono 3 che possono essere facilmente reperibili e utilizzabili in più occasioni.

1. Bordeaux.

Questo calice ha una grandezza di 24,5 cm x 100 cl. Ha una forma molto panciuta che garantisce una perfetta ossigenazione. Ideale per la degustazione di vini rossi corposi.

calici vino vetrère

2. Tulipano.

Detto anche bicchiere Sauvignon, ha una grandezza di 22 cm x 22 cl. Rappresenta un classico tra i bicchieri da vino e deriva il suo nome dalla sua caratteristica forma di fiore.

Infatti, presenta una forma svasata in sommità, con un’apertura che tende ad allargarsi rispetto al corpo. Questo consente un contatto immediato con la punta della lingua, dove si trovano le papille gustative più recettive.
Ideale per apprezzare i vini giovani e sapidi, i vini bianchi leggeri e i rosati.

vetrère calici per degustare vino 1

3. Il Calice da vino passito.

Questo bicchiere ha una grandezza di 20 cm x 39 cl. La sua caratteristica forma, che si allarga in pancia per poi restringersi in sommità, consente di apprezzare gli aromi tipici dei passiti, che presentano una concentrazione di zuccheri al loro interno.

vetrère calici per degustare vino 3

focaccia barese ricetta vetrère

La focaccia barese: la Puglia a tavola.

Se siete pugliesi, allora non potete non amare la focaccia. Diffusa in tutta la regione, ma soprattutto nella zona di Bari e provincia, la focaccia è davvero un simbolo della tradizione culinaria di questo territorio, da consumare ad ogni occasione e in tanti modi diversi. Si tratta di una sorta di pane schiacciato, fatto con un impasto realizzato con farina, acqua, lievito e patata, cotta al forno condita con pomodorini e olive.
Sono infatti davvero tantissime le “varianti” della focaccia: bianca con origano, rossa con olive, ai cereali, di farina integrale, alla cipolla o ricoperta di patate, ma è la focaccia “barese” tradizionale, quella cioè con sopra i pomodori che rappresenta la “pugliesità” a tavola.
Succulenta, col suo profumo che si diffonde tra le strade delle città, proveniente dai vari panifici che ne sfornano ad ogni ora, è lei la regina dei pasti e soprattutto dell’aperitivo che, da queste parti, si fa con focaccia e pesce crudo, ricci di mare e seppie per lo più.
I più piccoli, invece, amano mangiarla in purezza o accompagnata dalla parmigiana di melanzane o riempita con una fetta di mortadella.

La ricetta della focaccia pugliese.

Il procedimento per la preparazione della focaccia barese prevede una serie di passaggi:

  1. Lessare la patata, schiacciarla con la forchetta e lasciarla intiepidire;
  2. Aggiungere le due farine, insieme con sale, lievito sciolto in acqua tiepida e 3 cucchiai di olio extravergine di oliva Vetrère;
  3. Mescolare il tutto per amalgamare bene l’impasto, che non deve risultare sodo, ma molle e appiccicoso alle mani;
  4. Ungere una teglia da forno del diametro di circa 40 cm, versarci l’impasto, coprendolo con un panno o con un foglio di pellicola e lasciarla lievitare in un posto asciutto e caldo per un’ora;
  5. Dopo che sarà lievitata, con le dita unte di olio, si premerà sull’impasto, creando delle piccole concavità dove inserire i pomodorini tagliati a metà e le olive;
  6. Cospargere con un altro filo d’olio e un po’ di sale e infornare a 200° per 30/35 minuti circa.

Quando la focaccia sarà intiepidita, potrà essere portata in tavola e consumata con salumi, formaggi, pesce crudo o da sola, accompagnata magari da un calice di Aureo bianco Vetrère.
Un vino derivante da uve Minutolo (leggi qui l’articolo) che si abbina perfettamente ad antipasti, ostriche, frutti di mare, crostacei, pesce bianco e sushi.